Confcooperative Pordenone
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Storia

Con atto del notaio Gerardo Toscano, il 15 settembre 1951 nasce la "UNIONE FRIULANA DELLE COOPERATIVE E MUTUE DELLA DESTRA TAGLIAMENTO - PORDENONE".
Il rag. Simone Zacchi Cossetti viene nominato presidente dell'organizzazione e reggerà l'incarico sino al 1967 coadiuvato da giovani presidenti di cooperative animati da forte volontà di crescita socio - economica.
L'Unione diventa pertanto punto di riferimento per tutti i settori produttivi ma non solo.
Fervono le iniziative tra le quali il Congresso Provinciale con la partecipazione del Presidente confederale sen. Menghi, la cui affermazione - "Pordenone è la pupilla della cooperazione italiana" - infonde nei cooperatori che gremiscono la sala del teatro Verdi nuovo entusiasmo.
Nell'ottobre del 1967 a presidente dell'Unione viene eletto Bruno Giust che ricoprirà l'incarico ininterrottamente sino al gennaio 2000 assumendo la presidenza onoraria dell'Organizzazione.
Nel gennaio 1975 l'Unione promuove la costituzione dell'Ente Provinciale Sviluppo Cooperazione, società cooperativa per la gestione integrata di servizi aziendali a favore della imprese associate. Nel luglio 1975 viene creata, da parte delle Unioni territoriali di Confcooperative di Gorizia, Pordenone, Trieste ed Udine e dalla Federazione Regionale delle Casse Rurali, L'UNIONE REGIONALE DELLA COOPERAZIONE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, organizzazione di coordinamento politico - istituzionale sempre nel rispetto dell'autonomia operativa delle singole  Unioni Provinciali.
Il 6 maggio 1976 però il Friuli è devastato dal terremoto.
In tutti i comuni dell'area disastrata e gravemente danneggiata non si attendono gli interventi pubblici e la rinascita fu subito avviata facendo fronte alla prima emergenza con assunzione anche di responsabilità dirette.
Nacquero così con spontanea mobilitazione le prime cooperative di servizi, quelle agricole e zootecniche, le edilizie e con il rientro di molti emigranti anche quelle di produzione e lavoro.
UNITI NON SOLO PER RITORNARE A VIVERE MA ANCHE PER CRESCERE E PROGREDIRE.
Negli anni '80 si è in presenza anche di un passaggio generazionale e questo elemento rafforza l'incisività della azione progettuale.
A distanza di un secolo dalla nascita della cooperazione friulana, vengono riscoperti i valori, l'ideologia ed i principi ispiratori del movimento.
Determinante in questa fase riorganizzativa risulta il ruolo del sistema creditizio e finanziario cooperativo che supporta il concretizzarsi di efficaci processi di integrazione.
Ai giorni nostri, i complessi cooperativi risultano all'avanguardia anche se un ulteriore passo in avanti dovrà essere necessariamente fatto.
Ma un nuovo modo di fare cooperazione si sta affacciando all'orizzonte: le cooperative di solidarietà sociale.
E' questo il concreto risultato di una azione matura ed incisiva svolta a difesa dei soggetti più deboli e del loro inserimento nel mondo contemporaneo.
Queste imprese sempre più diffuse sono il segno più tangibile della possibilità che ha il movimento cooperativo di recuperare, nel pieno rispetto della persona umana, forme solidaristiche essenziali per sconfiggere i piccoli e grandi egoismi che minano alla base l'idea di una società i cui principi di giustizia e di democrazia siano pienamente rispettati.
E siamo praticamente ai giorni nostri anche se quest'ultimo decennio è "sfuggito" come in un baleno, ma non sono mancati i risultati, le soddisfazioni, le affermazioni.
Vengono approvati numerosi provvedimenti di legge che introducono radicali e significativi elementi di riforma nella legislazione cooperativa e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia emana nuove norme finalizzate a favorire l'associazionismo autentico, l'innovazione, l'internazionalizzazione e lo sviluppo dei servizi tecnologici.
La cooperazione si è autoregolamentata e ha delineato gli obiettivi da conseguire:

  • Partecipazione attiva dei soci alla vita dell'impresa
  • Capitalizzazione della società cooperativa
  • Efficienza nella gestione senza trascurare la solidarietà nel rispetto dei principi mutualistici
  • Innovazione nei metodi di gestione, di controllo e di organizzazione aziendale
  • Qualità dei prodotti e dei servizi
  • Adeguato dimensionamento ed integrazione con logica imprenditoriale e internazionalizzazione dei mercati

Regole che vengono generalmente osservate ed i risultati ne sono una dimostrazione.
Si punta con maggiore incisività sulla promozione dell'immagine ma soprattutto della qualità offerta e garantita dal sistema cooperativo sia di produzione agricola che di lavoro e servizi.
La "famiglia" si ingrandisce, si sviluppano i servizi, si potenziano le strutture.
La "proposta cooperativa" è quella di far lievitare un modello alternativo di organizzazione sociale, in forza del quale, temperandosi la visione economica pura - tipica del privato - e la concezione pubblicistica dell'economia, dall'altro lato, si affermano organizzazione ed imprese operanti sulla base di valori guida capaci di sprigionare le migliori energie individuali ed i metodi di una sostanziale democrazia.La realizzazione di questo modello sociale cooperativo, di quella "idea vincente" che presentiamo soprattutto a quanti intendono avvicinarsi, dipende in buona misura da noi, dalle nostre capacità, sensibilità ed equilibrato metodo di lavoro nel porre in atto azioni progettuali di elevati contenuti e di concreta fattibilità. Ma le responsabilità nel conseguire questi risultati sono anche caratterizzate e determinate da fattori esterni.
E' già un impegno del presente, quindi, garantire certezza di tenuta e solidità al movimento quale protagonista ed interlocutore del Governo e delle forze politiche per favorire la crescita e lo sviluppo dell'intero sistema economico e produttivo.
Il desiderio di impegnarci in tal senso è vivo ed è forte perchè sono questi gli obiettivi che la cooperazione perseguirà e conseguirà come testimonianza di una concezione di vita e come prova della validità di un'idea.
Il nostro originario simbolo è rappresentato da un melograno che si sovrappone ad una campana con la scritta "UT UNUM SINT" che ci ricorda e sprona ad operare sempre con spirito di unità.
Con questo impegno, il Movimento andrà avanti, continuerà a progredire con lo stesso slancio e con lo stesso entusiasmo che caratterizzò sia i primi pionieri alla fine del secolo scorso, coloro che diedero l'avvio all'attività della nostra Unione nell'ormai lontano 1951, sia tutti quei cooperatori che in questo mezzo secolo hanno contribuito a far crescere e rendere la nostra Unione vitale e dinamica, al passo con i tempi sia in termini di efficienza che di efficacia.
Il Movimento cooperativo proseguirà il suo cammino così da contribuire alla costruzione di un miglior avvenire e di un miglior domani per la nostra gente e per tutta la nostra società.

PRESIDENTI

- Simone Zacchi Cossetti (dal 1951 al 1967)
- Bruno Giust (dal 1967 al 2000)
- Stefano Bertolo (dal 2000 al 2001)
- Noe' Bertolin (dal 2001 al 2008)
- Virgilio Maiorano (dal 2008 al 2016)
- Luigi Piccoli (dal 2016 ad oggi)
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