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RIPARTE LA “SCOMMESSA” DELLA LATTERIA DI PALSE

RIPARTE LA “SCOMMESSA” DELLA LATTERIA DI PALSE

Riaperto lo spaccio della storica attività cooperativa. Piccoli: "La cooperativa deve essere un punto di riferimento che dà risposte valide in termini di lavoro, di reddito, di valori".

Cerimonia di taglio del nastro, ieri mattina, per lo spaccio della Latteria di Palse con sede in via Gabelli, nel quartiere di Roraipiccolo.

 

Il rilancio dell’attività, che ha permesso di salvare una realtà cooperativa con novant’anni di storia alle spalle, è stato salutato, oltre che da un buon numero di cittadini, dal vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello, dal sindaco di Porcia Giuseppe Gaiarin, dal presidente della cooperativa Latteria di Palse Giuseppe Zanetti (preceduto, in questo ruolo, da Angelo Pasut, Angelo Turchet e Giovanni Santarossa), nonché da Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone, che ha supportato il progetto di riapertura.

 

«Oggi è una bella giornata – ha affermato Sergio Bolzonello – perché con la riapertura della Latteria riusciamo a dare un segno del modello di società e di comunità che vogliamo: dobbiamo capire che la grande distribuzione e le multinazionali devono trovare un contraltare nella piccola distribuzione e piccola trasformazione».

 

La storica cooperativa purliliese, da gennaio, aveva sospeso l’attività dopo la partnership naufragata con Lattebusche. È stato grazie all’intervento e all’investimento dei nuovi soci Egidio Viol – che ha curato la parte produttiva – e Luca Meneghel, responsabile di quella commerciale, che il caseificio ha potuto ripartire con la lavorazione e la vendita. «Tutto è realizzato – ha spiegato Davide Da Pieve, il consulente che ha collaborato alla fase di rilancio dell’attività – con il latte del territorio conferito da cinque allevatori soci della cooperativa Latteria di Palse. Ogni giorno i soci garantiscono quaranta quintali di latte, principalmente da mucche Pezzata rossa friulana».

 

Lo spaccio di via Gabelli proporrà il Montasio Dop (quello di Palse, in passato, ha vinto numerosi premi), formaggio latteria, ricotta (per la quale Palse è storicamente nota) e altri formaggi molli. La filiera è cortissima, con latte proveniente da un raggio di massimo 90 chilometri dalla latteria.

 

«Fare cooperazione nel settore agroalimentare – ha sottolineato il vicepresidente regionale – è una missione quasi impossibile, schiacciati come si è dalla grande distribuzione sul versante commerciale e dalle multinazionali per quanto riguarda la trasformazione: uno dei problemi veri e reali che abbiamo non solo in Friuli Venezia Giulia, ma in tutto il Nord Italia».

 

«La Regione – ha concluso Bolzonello – ha messo sul piatto il Piano di sviluppo rurale, che ha dato modo di effettuare investimenti importanti. Ma dobbiamo ringraziare soprattutto i cooperatori come quelli che hanno deciso di scommettere su questa avventura»

 

Fonte: Il Messaggero Veneto – edizione di Pordenone del 25.06.2017

 

 

 

 

L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI CONFCOOPERATIVE PN LUIGI PICCOLI ALL'INAUGURAZIONE

 

Sig. Presidente, Autorità, cari Soci, amici,

sono molto lieto di portare il saluto di Confcooperative in questa giornata di festa.

 

Una festa per la Latteria di Palse che oggi, a 90 anni dalla sua fondazione, riprende con nuovo spirito imprenditoriale ed un ritrovato entusiasmo la sua attività, che è anche un servizio per la comunità.

 

La cooperativa è una risorsa per la società, perché, grazie alla sua vicinanza al territorio, all’assenza di finalità speculative ed al suo essere in simbiosi con le persone, riesce ad essere un punto di riferimento che dà risposte valide in termini di lavoro, di reddito, di valori.

 

Per questo, cari amici, vi invito a crederci e a tenervi stretta questa realtà: dovete sentirla vostra e lasciarvi coinvolgere perché una cooperativa può dare molto alla comunità di appartenenza.

 

In questa occasione voglio anche ricordare che la Latteria di Palse è stata una dei soci fondatori dell’Unione Cooperative: era il 1951 e la Provincia di Pordenone era ancora lungi dall’essere riconosciuta.

 

Oggi la situazione, come sappiamo, è ben diversa: un motivo in più, quindi, per restare uniti e credere nel motto a noi caro: “UT UNUM SINT”.

 

Grazie e auguri.

 

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