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COOPERAZIONE SOCIALE, CUORE DEL TERZO SETTORE.

COOPERAZIONE SOCIALE, CUORE DEL TERZO SETTORE.

L'assemblea annuale di Federsolidarietà FVG fa il punto sullo stato del settore.

Federsolidarietà Fvg in assemblea, a Udine. Le 172 cooperative regionali danno lavoro a 6.759 addetti. 476 sono i lavoratori svantaggiati impiegati che producono un risparmio per il welfare pubblico di oltre 900mila euro l’anno. A completamento della riforma nazionale, servirà anche un intervento del legislatore regionale, dice il vicepresidente Bolzonello

 

«La riforma nazionale del Terzo Settore interessa oltre 1.500 soggetti della nostra regione: associazioni, organizzazioni, fondazioni e cooperative sociali che sono un pilastro fondamentale per la comunità regionale», ha detto il vicepresidente del Friuli VG e assessore alle Attività produttive e alla Cooperazione, Sergio Bolzonello, intervenendo all’assemblea di Federsolidarietà Fvg, a Udine. «La riforma, decisamente, rappresenta una grande opportunità per tutto questo composito settore e, alla conclusione del percorso normativo, è assai probabile che serva pure uno specifico intervento regionale in merito, dopo un necessario dialogo approfondito tra tutte le parti in causa», ha concluso l’assessore.

 

«La riforma rappresenta un momento storico; il Terzo Settore è un mondo che necessita di filtri e controlli, quindi ben venga un provvedimento che disciplina il comparto offrendo nuove opportunità di crescita – ha commentato Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà Fvg -. Riteniamo che la nostra regione avrà sempre più bisogno di imprese che svolgono una funzione sociale, soddisfacendo i bisogni della comunità, coinvolgendo le persone nei processi economici ed esercitando, senza intenti speculativi, attività di interesse generale orientati al bene comune. Questa riforma, quindi, può rappresentare un passaggio assai rilevante pure sotto il profilo delle opportunità di sviluppo. Tuttavia – ha sottolineato Fontana - ci sono ancora alcuni aspetti che devono essere chiariti attraverso i decreti attuativi. A esempio, vigilare affinché, attratti da condizioni di favore e da nuove possibilità di sviluppo, qualcuno non si travesta da “imprenditore sociale” senza averne le caratteristiche. In definitiva – ha concluso – bene la riforma, purché possa essere declinata al meglio e senza finte imprese sociali che si infiltrino nel sistema di servizi come moneta cattiva che scaccia la buona. Federsolidarietà Fvg che, per statuto, può associare tutte le tipologie di imprese sociali, intende giocare un ruolo da protagonista in questo processo».

 

L’universo delle cooperative sociali di Federsolidarietà Fvg è composto da 172 imprese, con 6.759 addetti. Il valore della produzione supera i 2.016 milioni di euro. Una forma imprenditoriale in leggera crescita che, da sola, rappresenta 1/3 di tutta la cooperazione regionale: il 33 per cento degli addetti e il 27 per cento delle cooperative. Il monte salari, che costituisce il tra il 60 e il 70 per cento del conto economico, evidenzia come le cooperative sociali siano grandi creatrici di occupazione. Molto significativi risultano essere anche i numeri riguardanti le 76 cooperative sociali di tipo B, quelle che hanno come missione l’inserimento nel lavoro di persone delle categorie svantaggiate. Complessivamente impiegano 1.752 persone di cui 476 sono i lavoratori svantaggiati: persone che altrimenti difficilmente riuscirebbero a trovare un’occupazione e costruirsi una vita indipendente. Ogni lavoratore inserito rappresenta un vantaggio per la comunità, anche in termini economici, poiché fa risparmiare al welfare pubblico poco meno di 2.000 euro annui.

 

Con queste premesse, Federsolidarietà Fvg ha celebrato la sua assemblea annuale, riflettendo sulle ricadute che la riforma nazionale del Terzo Settore, approvata a luglio del 2017, avrà sulla cooperazione sociale. Oltre a Fontana e all’assessore regionale Bolzonello, all’incontro erano presenti il presidente di Confcooperative Fvg, Giuseppe Graffi Brunoro, il presidente nazionale di Federsolidarietà, Giuseppe Guerini e il capo Servizio Legislativo Fiscale di Confcooperative, Tonj Della Vecchia.

 

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