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PAPA FRANCESCO: COOPERARE DIVENTI STILE DI VITA

PAPA FRANCESCO: COOPERARE DIVENTI STILE DI VITA

Presente una delegazione di Confcooperative Pordenone all'udienza con il Santo Padre

“La vostra storia è preziosa perché nasce dall’aver preso sul serio le parole di Papa Leone XIII nella Rerum novarum e dall’averle rese concrete attraverso un serio e generoso impegno che dura da un secolo. E’ un forte segno di speranza quando la Dottrina sociale della Chiesa non rimane una parola morta o un discorso astratto ma diventa vita grazie a uomini e donne di buona volontà, che le danno carne e concretezza, trasformandola in gesti personali e sociali, concreti, visibili e utili.”

 

Lo ha detto Papa Francesco ai 7.000 soci di Confcooperative – presente anche una folta delegazione di cooperatori pordenonesi – ricevuti in udienza in occasione del centenario di fondazione.

 

“Non dobbiamo mai dimenticare – ha proseguito il Papa - che questa visione della cooperazione, basata sulle relazioni e non sul profitto, va controcorrente rispetto alla mentalità del mondo. La società non sia governata dal dio denaro, un idolo che la illude e poi la lascia sempre più disumana e ingiusta e, anche, direi più povera. Grazie per il vostro lavoro impegnativo, che crede nella cooperazione ed esprime l’ostinazione a restare umani in un mondo che vuole mercificare ogni cosa. Vi ringrazio per la vostra ostinazione…e questo non è peccato! Andate avanti così.”

 

“Camminando e lavorando insieme si sperimenta il grande miracolo della speranza. In questo senso la cooperazione è un modo per rendere concreta la speranza nella vita delle persone. C’è chi dice “io vivo, ma da solo faccio il mio e vado avanti”… Un cooperatore invece dice “Io vivo con gli altri, in cooperazione”. E’ un altro stile di vita, e noi scegliamo questo. Chi fonda una cooperativa crede in un modo diverso di produrre, un modo diverso di lavorare, un modo diverso di stare nella società. Chi fonda una cooperativa ha un po’ della creatività e del coraggio dei quattro amici del paralitico (Marco 2,1-5). Il “miracolo” della cooperazione è una strategia di squadra che apre un varco nel muro della folle indifferenza che esclude chi è più debole. Mi son convinto che la cooperazione cristiana è la strada giusta. Magari economicamente può sembrare più lenta, ma è la più efficace e sicura, quella che arriva più avanti.”

 

“Cari amici – ha concluso Francesco – vi auguro che i cento anni passati spalanchino davanti a voi scenari di impegno nuovi e inediti, rimanendo sempre fedeli alla radice da cui tutto è nato: il Vangelo. Non perdete mai di vista questa sorgente e rintracciate nei gesti e nelle scelte di Gesù ciò che più può ispirarvi nel vostro lavoro.”

 

"Il pontefice - ha dichiarato Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone - ci ha ringraziato, noi tutti cooperatori d'Italia a partire dal nostro presidente nazionale Maurizio Gardini, per il nostro lavoro impegnativo, che, ha aggiunto, esprime l’ostinazione a restare umani in un mondo che vuole mercificare ogni cosa. Parole che ci hanno spronato per i prossimi impegni che affronteremo nel nostro ente provinciale e nelle singole cooperative, visto che, come sottolineato in un ulteriore passaggio da Francesco, chi fonda una cooperativa crede in un modo diverso di produrre, un modo diverso di lavorare, un modo diverso di stare nella società".

Insieme a Piccoli presenti i vicepresidenti di Confcooperative Pordenone Fabio Dubolino, Maurizio Tantin e Giorgio Giacomello, insieme a rappresentanti di varie cooperative del territorio. 

 

 

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